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La cucina
La nostra è una cucina espressa, preparata con ingredienti freschi ogni giorno. Le nostre materie prime arrivano da produttori locali, di cui vi diciamo nome e cognome. Patti chiari, per avventori attenti alla salute, al palato, all'ambiente.
La semplicità è un lusso, che si può permettere solo chi nel piatto mette un'agricoltura sana prima dell'estro dello chef.
I nostri piatti non sono mai molti, ma cambiano di frequente.
Secondo il mercato, la stagione, quel che troviamo e ci piace sul banco dei fornitori fidati. Ogni tanto ci sarà il pesce che ci arriva freschissimo in giornata, e quando finisce non lo troverete più. La domenica, a pranzo, niente carta e un brunch a buffet e in altri casi, fedeli allo spirito contaminato e alla vocazione di un bistrot che ne ha viste di cotte e di crude in un secolo e mezzo di vita, proveremo anche qualche escursione oltre confine: perché il rispetto della storia non può esaurirsi in un’adesione fedele ai canovacci di territorio, sebbene non possa prescindervi del tutto.
Nel nostro menù non troverete arabeschi, julienne, vellutate, emulsioni e tutti i diminutivi che ingentiliscono piatti che non ne hanno bisogno: pomodorini, insalatine, frittatine e compagnia vezzeggiante qui non hanno casa. Da noi le acciughe al verde si chiamano “acciughe al verde”, il passato di verdura, “passato di verdura” e la trippa, “trippa”. E non sono piatti citati a caso.
Perché, ogni tanto, proveremo a proporvi anche ricette che non fa più nessuno, che la modernità ha espulso dal menù, ché non erano conformi a gusti omologati: trippa, coda, rognoni, tutto l'armamentario del quinto quarto, insomma. Noi ci si prova, a voi la scelta se azzannarli o no. In caso contrario ce li mangiamo noi.
Il menù (del pranzo e della cena) è esposto nelle bacheche esterne.
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